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Al via il Meeting di Rimini, la politica sarà regina

La guerra in Ucraina e la rinnovata tensione in Medio Oriente sono i temi caldi di questa giornata inaugurale della 43/ma edizione del Meeting di Cl, la prima dopo il passo indietro di don Julian Carron dalla guida del movimento ecclesiale fondato da Luigi Giussani.

La kermesse riminese, che da oltre quarant’anni rappresenta il “gong” per ripresa della politica alla fine della pausa estiva, a un mese dalle elezioni è destinata ad essere più che mai una tribuna di prim’ordine nel bel mezzo della prima campagna elettorale agostana della storia repubblicana.

Da oggi al 25 agosto alla kermesse riminese poco meno di un centinaio di incontri per la cui organizzazione lavorano tremila volontari. Si registrerà la presenza del gotha della politica e dell’economia Italiana, oltre che, ovviamente, del panorama ecclesiale.

Il tema di quest’anno è “Una passione per l’uomo” (una citazione di don Giussani), e la politica la fa da padrona. Con il Popolo di Cl che, a sua volta, alla politica lancia propri messaggi. In una intervista a La Repubblica il presidente del Meeting Bernard Scholz loda Mario Draghi, quest’anno ospite per la terza volta a Rimini. “Nel 2020, quando qui fu a lungo applaudito, Draghi ci diede un messaggio profondo: nelle scelte politiche bisogna guardare al futuro, alle generazioni che verranno. Con quello spirito, gli interessi generali prima di quelli particolari, il governo aveva varato riforme importanti… Poi è andata come è andata”, dice, invocando “un Parlamento forte e coeso” e chiudendo di fatto le porte al presidenzialismo: “per porre mano a una tale modifica della Costituzione occorrerebbe una larghissima condivisione, obiettivo che mi sembra lontano dalla realtà, vista la frammentazione dello scenario”, sostiene.

Oggi in agenda ci sono i temi internazionali, con Paolo Pezzi, Arcivescovo di Mosca, Mons. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, Paolo Gentiloni, Commissario Europeo per gli Affari Economici, e Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo.

Il 24 agosto arriva Mario Draghi. Inaugurando il Meeting 2020, poco dopo aver lasciato la guida della BCE, pronunciò un discorso da molti interpretato come il manifesto del suo futuro governo, con il distinguo tra il “debito buono” e il “debito cattivo” dei sussidi a pioggia, definendo il primo cruciale per uscire dalla crisi economica di matrice pandemica. A Rimini sono attesi anche nove ministri e tanti governatori di regione.

Martedì 23 alle 12 al convegno in collaborazione con l’Intergruppo per la Sussidiarietà si confronteranno Luigi Di Maio, Enrico Letta, Maurizio Lupi, Giorgia Meloni, Ettore Rosato, Matteo Salvini ed Antonio Tajani: sarà il primo grande confronto in presenza della campagna elettorale. Nella settimana riminese, poi, non sono da escludere puntate di altri leader.

Particolarmente atteso è il discorso che terrà davanti al popolo di Cl il presidente della Conferenza episcopale italiana, il 21 agosto. Non è la prima volta che il Cardinale arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi parla al Meeting: tuttavia quest’anno per la prima volta sale sul palco riminese rappresentando tutti i vescovi italiani, per cui ci si attendono moniti ed indicazioni in vista della consultazione elettorale.

 Attesi anche, il 22 agosto, l’incontro con il presidente della Consulta Giuliano Amato ed il confronto tra i presidenti di sette regioni italiane e della provincia di Trento.
 

Ovviamente, al Meeting si parlerà di Covid, con il ministro della Salute Roberto Speranza ed i virologi Rezza e Pregliasco e della ripartenza dopo la pandemia in vista di un autunno che si annuncia caldissimo.

E non mancherà uno spazio importante per il dialogo interreligioso: il popolo di Cl quest’anno ospiterà Muhammad Bin Abdul Karim Al-Issa, Segretario Generale della Lega Musulmana Mondiale.

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