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Asse Meloni-Mattarella: 'No ad ingerenze dall'estero'. E Parigi fa dietrofront

 Giorgia Meloni affretta i tempi per la definizione della squadra ma continua a guardare all’Europa, alzando dei paletti.

Al ministro francese Laurence Boone che avrebbe detto di voler vigilare sul “rispetto dei diritti e delle libertà in Italia” chiede di smentire la dichiarazione perché altrimenti sarebbe un'”inaccettabile” minaccia d’ingerenza esterna “contro uno Stato sovrano, membro dell’Ue”. “L’era dei governi che chiedono tutela all’estero – avverte la leader di FdI – è finita”. Una presa di posizione molto netta che trova il plauso nel centrodestra e la condivisione di Carlo Calenda che invita i francesi a farsi “i fatti loro”.

Ma soprattutto trova un ‘sigillo’ da parte del Capo dello Stato Sergio Mattarella: “L’Italia sa badare a sé stessa nel rispetto della Costituzione e dei valori dell’Unione europea”.

Intanto, a margine del vertice informale di Praga, Mario Draghi assicura che da parte dei partner Ue “c’è curiosità”, nei confronti dell’Italia, come sempre “quando cambia un governo”, ma “non preoccupazione”. C’è rispetto della scelta degli italiani, ma – assicura – in politica estera la linea dell’Italia dovrebbe essere invariata”.

Per quanto riguarda il ‘toto-ministri’, intanto, la Lega sembra voler alzare la posta. E’ vero che da giorni si parla di una disponibilità di Salvini a fare un ‘passo di lato’ rispetto al Viminale e che su di lui non sarebbe stato posto “alcun veto”, ma è anche vero che oggi rilancia sulla necessità di dar vita ad un Ministero della famiglia e della natalità: ipotesi che sarebbe destinata a far discutere anche in Europa. La Lega, poi, mentre il centrodestra viene travolto in Basilicata da un’inchiesta giudiziaria che vede indagati esponenti di FdI e FI, fa sapere anche che “gradirebbe molto” occupare la casella del Ministero per Affari regionali, autonomia e riforme visto che “autonomia e presidenzialismo sono temi centrali da portare a casa”. Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, in attesa di un’investitura ufficiale per le regionali, rallenta la corsa alle rivendicazioni di Salvini ricordando che, prima di puntare sull’ipotesi di un Ministero per l’Innovazione a Milano, si dovrà espettare che “il Governo si costituisca”.

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Sul fronte dei compiti del nuovo Esecutivo, invece, oltre all’emergenza gas, che vede in Ue convergere sull’ipotesi di un price cap flessibile, resta prioritario il Pnrr. Dopo quello che è stato definito uno “scontro Meloni-Draghi” sui possibili ritardi ereditati dal governo uscente, Paolo Gentiloni precisa che l’Italia “fin qui ha raggiunto gli obiettivi che doveva raggiungere nei tempi previsti” e che si tratta di “una corsa contro il tempo” che “deve continuare”. Intanto, il giorno dopo la Direzione, il confronto tra i Dem continua, anche se per dirla con Piero Fassino: “Ieri é iniziato un nuovo ciclo del Pd e un altro si é chiuso”. Il M5S, invece, sceglie in queste ore di fare dell’istanza pacifista la propria bandiera insistendo sulla necessità di una svolta negoziale in Europa per giungere ad una pace nel conflitto ucraino.

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