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Caso Richetti, l'attrice: 'Tante bugie, non sono una stalker'

“Sto approntando querele nei confronti di tutti quelli che hanno scritto il mio nome a sproposito, nessuno escluso, e chiederò risarcimenti milionari. Non sono la persona di cui parla Fanpage. Non ho mai denunciato Richetti, si sono dette tante falsità“.

Così Lodovica Mairé Rogati, l’attrice 42enne che secondo quanto riportato da alcuni giornali avrebbe accusato di molestie il senatore di Azione, Matteo Richetti. In merito alle denunce fatte dallo stesso Richetti nei confronti di Rogati, quest’ultima spiega: “Non c’è stato stalking da parte mia nei suoi confronti. Inoltre ho la fedina penale pulita: ho ricevuto una sentenza di condanna in primo grado per calunnia senza neanche dover risarcire la controparte e sono stata assolta in un’altra vicenda in secondo grado perché il fatto non sussisteva. Mi dispiace che sia stata strumentalizzata la mia vicenda e che non si parli del vero problema degli abusi. Non è un modo accogliente nei confronti delle vittime. La mia associazione è no profit, non prendo denaro e non ho fatto pressioni ad alcuno su nulla per ricevere aiuto”, spiega l’attrice, che è presidente dell’associazione contro la violenza sulle donne ‘Io non ci sto’.

“Metto la mano sul fuoco su Richetti, lo sto facendo da un anno”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, a L’Aria che tira, su La 7. “È da un anno che conosco la vicenda di stalkig a Richetti, con messaggi inviati alla figlia e alla compagna di Richetti. Richetti è una persona perbene distrutto da una denuncia anonimia, un dossier che avevano tutti i giornali italiani, che hanno verificato e distrutto”. “Alle donne dico: denunciate, se subite una molestia dovete denunciare, ma Richetti non è stato denunciato da nessuno”.

 “Un’operazione politica, ordita per danneggiare me come candidato, e soprattutto la lista Azione-Italia Viva-Calenda a pochi giorni dal voto”. Così Matteo Richetti, presidente di Azione, commenta il servizio di Fanpage su sue presunte molestie ai danni di una donna negli uffici del Senato. In un lungo comunicato stampa scrive che la giornalista, autrice dell’inchiesta, “ha contattato Azione per la prima volta lo scorso aprile” dopo aver ricevuto alcuni dossier, ma “sorprendentemente, la vicenda è stata tirata fuori solo una settimana prima delle elezioni”.
    “Gli articoli di Fanpage – prosegue – hanno omesso qualsiasi riferimento ai procedimenti penali per stalking e diffamazione avviati da altre persone negli anni passati nei confronti della mia accusatrice, uno dei quali sfociato in una condanna a 4 anni”. Richetti accusa la testata “di nascondere all’opinione pubblica elementi di valutazione essenziali per fornire una versione unilaterale e faziosa della storia”. Il senatore evidenzia poi “l’assenza di qualsiasi verifica” su messaggi “falsamente attribuiti” alla sua persona.
    In conclusione, annuncia di aver già dato mandato ai suoi legali “di agire in sede civile, penale e disciplinare nei confronti di fanpage e di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda”.
    

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