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Csm: al via in aula del Senato l'esame della riforma Cartabia

Governo sotto pressione al Senato sulla riforma della Giustizia della ministra Cartabia. La Lega mantiene i suoi emendamenti e ha annunciato la richiesta di voto segreto.

L’Aula del Senato ha iniziato a votare gli emendamenti alla riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm. Il governo ha espresso parere contrario su tutte le proposte di modifica, mentre il relatore Andrea Ostellari, della Lega, si è rimesso all’Aula. Il Senato ha approvato il primo dei 42 articoli della riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm. I 12 emendamenti sono stati bocciati in rapida successione.

Il voto finale del provvedimento è previsto domani. Se verrà confermato il testo Camera, sarà legge.

“Confermo che chiederemo il voto segreto”, ha detto all’ANSA il capogruppo della Lega in Commisisone Giustizia, Simone Pillon, a proposito dell’indiscrezione circolata in Senato. Il voto riguarderebbe un articolo del provvedimento. “Come Lega siamo soddisfatti? no. Faremo di meglio quando vinceremo le elezioni. Abbiamo mantenuto i nostri emendamenti, li voteremo con convinzione e chiediamo alle altre forze politiche di fare altrettanto”, ha detto Pillon, concludendo il suo intervento in Aula sulla riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm. “Una riforma della giustizia vera e incisiva – ha detto – è quanto serve al paese oggi più che mai, per questo la Lega ha lavorato con responsabilità e facendo proposte migliorative al testo avanzato da ministro Cartabia in materia di Csm e riforma dell’ordinamento giudiziario. All’Italia serve un sistema giuridico che guardi all’idea di giudice di Giovanni Falcone: una figura al di sopra delle parti che non può condividere con i pm formazioni, carriere unificate o destini intercambiabili. Occorre inoltre portare avanti il tema della responsabilità civile dei magistrati, perché è assurdo che chiunque nel nostro paese debba rispondere delle proprie azioni mentre i magistrati no. Dobbiamo allontanarci dal pericolo di egemonia, per come la intendeva Antonio Gramsci, di una magistratura che si trasforma in strumento per colpire avversari politici e senza la possibilità di essere messa di fronte alle proprie responsabilità. Come Lega daremo battaglia su questi temi e continueremo a tornarci ogni volta, per garantire agli italiani una giustizia giusta”.

“Portare l’ostruzionsimo sulla giustizia vuol dire minare le basi della convivenza stessa del governo, è un atteggiamento insostenibile”, aveva detto il segretario del Pd Enrico Letta al Nazareno, parlando del voto della Lega sulla riforma del Csm.

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