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Election day: Seggi aperti. Affluenza alle 12 alle Comunali al 17,64%, per i referendum al 6,8%

Seggi elettorali aperti per il voto per le elezioni comunali e per i referendum.  I municipi in cui si vota sono in tutto 971, per un numero complessivo di elettori che sfiora quota 9 milioni.

Il dato definitivo dell’affluenza alle ore 12 per il voto alle elezioni comunali, per gli 818 gestiti dal Viminale, è pari al 17,64%. Alle precedenti omologhe era stato del 19,37%. Si voterà fino a stasera alle 23. 

I DATI SUL REFERENDUM
Affluenza al 6,8% per i 5 referendum sulla giustizia alle ore 12. Il dato definitivo, arrivato 5 ore dopo, vede oscillare dal 6,78 al 6,79 l’affluenza ai 5 quesiti. Record di voti con quasi il 10% in Liguria (dove si vota anche per le comunali a Genova) con Fvg e Veneto sul 9%, mentre l’affluenza più bassa si registra in Molise (4,1%). Si vota fino alle 23.
In particolare, per il referendum 1 (Incandidabilità dopo condanna) l’affluenza è del 6,79%.
Per il quesito 2 (Limitazione misure cautelari) è del 6,78%.
Quesito 3 (Separazione funzioni dei magistrati) è del 6,79%.
Quesito 4 (Membri laici consigli giudiziari) è del 6,79%.
Quesito 5 (Elezioni componenti togati Csm) è del 6,78%.

In mattinata caos a Palermo per l’assenza di una cinquantina di presidenti di seggio.

LA FOTODIRETTA

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato a Palermo, accompagnato dalla scorta, si è recato come di consueto nel seggio 535. Stamane a Palermo decine di seggi non sono ancora stati insediati o si sono aperti con ritardo a causa della rinuncia di numerosi presidente che il Comune sta cercando di sostituire per consentire il regolare svolgimento delle operazioni elettorali. In tarda mattinata si sono insediati gli ultimi 13 presidenti di sezione che erano mancati a causa di improvvise rinunce. Presto le operazioni di voto saranno regolari in tutte le 600 sezioni cittadine. Lo fanno sapere fonti del Viminale. I seggi non costituiti a Palermo per la rinuncia dei presidenti – e che non sono stati sostituiti – sono stati accorpati alle sezioni già operanti dove è in corso la votazione. E’ quanto si legge in una disposizione del Viminale, a firma del capo Dipartimento. A norma vigente non si possono cambiare gli orari di apertura dei seggi, operazione, spiegano fonti ministeriali, che si potrebbe fare soltanto emanando una nuova legge: tuttavia, nei seggi aperti in ritardo, gli elettori che si troveranno in fila alla chiusure dei seggi potranno votare oltre le 23. Viene ricordato il caso dell’election day del 13 maggio 2001, quando a causa di ritardi nelle votazioni si votò fino a notte fonda.

 I comuni capoluogo sono 26, di cui quattro capoluoghi di regione.  Si tratta di Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Lodi, Monza, Belluno, Padova, Verona, Gorizia, GENOVA, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, Viterbo, L’AQUILA, Barletta, Taranto, CATANZARO, PALERMO, Messina e Oristano.

Dei capoluoghi di provincia al voto quattro sono commissariati: Barletta e Taranto in seguito a un voto di sfiducia, mentre Messina e Viterbo a causa delle dimissioni del sindaco. I quesiti referendari – su cui potranno esprimersi 50.915.402 elettori, di cui 4.735.783 all’estero – sono cinque e riguardano la separazione delle funzioni per i magistrati, la legge Severino, i limiti per la custodia cautelare, le regole per le candidature al Csm e le valutazioni dei magistrati. 

   

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