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Elezioni, Meloni: 'Con il governo di centrodestra Italia con l'Occidente'. Letta: 'Vogliamo un'Italia che conta non che pone veto con Orban'

Corriere tv il confronto tra la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, e il segretario dem, Enrico Letta

“Le sanzioni contro la Russia “funzionano” per cui occorre andare avanti con esse, anche se hanno “un costo per le imprese e le famiglie” italiane che quindi “vanno aiutate e protette” soprattutto sui costi dell’energia, ha detto Letta.

“La posizione di FdI è sempre la stessa: l’Italia ancorata all’Occidente, all’alleanza atlantica, con l’Europa, a difesa dei valori occidentali. Sin dall’inizio alcuna titubanza a schierarci contro la Russia, abbiamo sostenuto il governo seppur dall’opposizione. E le cose rimarrebbero così con un governo di centrodestra”, ha spiegato Meloni. “Le sanzioni sono efficaci, ma onori e oneri. Serve un fondo di compensazione. Noi abbiamo un programma di coalizione. Invece sinistra italiana chiede di non inviare armi”. “Le parole di Berlusconi e di Salvini sulle sanzioni? Ma nel programma del centrodestra ci sono parole chiare e quelle contano. Letta ci dica perché non ha posto il tema ai suoi alleati circa lo stop dell’invio delle armi. Nel nostro programma non c’è nulla contro le sanzioni”. “L’ Ungheria non è il Paese che conta di più: da sinistra nemmeno una parola contro la Germania che blocca il tetto al gas”.

“Per anni chi faceva critiche costruttive veniva chiamato sovranista: poi sono arrivati degli shock come la pandemia e si è visto che noi chiedevamo un Europa capace di agire: non si può dire che abbia fatto tutte le cose che andavano fatte. Manca una politica estera –  ha aggiunto Meloni -. La posizione dei conservatori è quella del principio di sussidiarietà: non faccia Bruxelles quello che può fare Roma. L’interesse nazionale si difende agendo: la Germania non vuole il price cap perché paga il gas un terzo di quello che paghiamo noi”.

“Per noi non è difficile scegliere le alleanze internazionali, da sempre si basano su due cardini, europeo e atlantico e sarà sempre così”, ha detto Letta nel confronto con la leader di Fdi. “Noi vogliamo una Italia che conta in Europa, non che protesta. Come Draghi, che è andato a Kiev con Macron e Scholz: quella è la fotografia. Un’Italia che conta non che pone il veto con Polonia e Ungheria, anche perché noi abbiamo l’Euro”, ha aggiunto il segretario del Pd.

“La posizione di Fdi sul Pnrr è sempre stata la stessa – ha poi detto Giorgia Meloni -. Non abbiamo mai votato contro, ci siamo astenuti in un passaggio in Europa, e in Italia perché il documento è arrivato all’ultimo momento, noi abbiamo chiesto di leggerlo”. Secondo Enrcio Letta, il Pnrr “non va rinegoziato” perché se lo si chiedesse “daremo a chi ci presta quei soldi un messaggio, che l’Italia è inaffidabile”. Letta ha aggiunto che “dentro il Pnrr ci sono già i meccanismi per rimodularlo sulle necessità dovute alla crisi energetica”.

“Non ci sono condoni nel nostro programma – ha affermato Giorgia Meloni -, semmai serve fare funzionare quelli che sono stati fatti in passato: la vera evasione è nel lavoro nero, nelle big company, nelle iniziative dei migranti che aprono e chiudono prima dei controlli, per cui abbiamo chiesto una fideiussione”.

“Salario minimo, nella logica contrattata, per evitare che piu di 3 milioni di lavoratori guadagnino meno di 9 euro, che è uno scandalo”: così Enrico Letta durante il confronto con Giorgia Meloni su Corriere.it. Va inoltre mantenuto il reddito di cittadinanza perché “ha aiutato a contrastare la povertà”. “Secondo noi dovrà continuare per questo ma sulle politiche attive deve cambiare perché non ha funzionato”.

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