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Energia: l'allarme di Sbarra: “A rischio un milione di posti di lavoro”

“L’escalation dei prezzi energetici e dei beni alimentari rischia di vanificare la crescita economica. Secondo alcune proiezioni sono a rischio quasi un milione di posti di lavoro ed è un lusso che non ci possiamo permettere”: a dirlo è stato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, a margine del Cortile di Francesco, ad Assisi, dove ha partecipato al convegno “Lavoro, occupazione e dignità”. “Al governo – ha aggiunto – chiediamo di adottare un provvedimento urgente finalizzato a liberare risorse nella prospettiva di sostenere imprese, famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati”.

Al forum Ambrosetti di Cernobbio, intanto, primo confronto politico di tutti i principali leader in vista delle prossime elezioni. Giorgia Meloni dice che il Pnrr è perfezionabile e respinge l’ipotesi di uno scostamento per far fronte al caro energia, usando invece risorse Ue. Sulle sanzioni alla Russia, Salvini ricorda di averle votate, ma chiede uno ‘scudo europeo’ a tutela di famiglie e imprese e torna parlare di scostamento, mentre Letta lo attacca dicendo che le sue parole rischiano di provocare un danno all’Italia, e se vince la destra Putin brinderà. Sull’energia, Calenda insiste sui rigassificatori, anche militarizzando e rilancia il governo a guida Draghi. Il cui metodo è però emergenziale, afferma Conte, dicendo che non si può governare un Paese senza confronto e dialettica politica.

Tutti in presenza a Cernobbio, con la sola eccezione di Giuseppe Conte che interviene in videocollegamento da Napoli. Gli interventi sono stati in rigoroso ordine alfabetico, con dieci minuti a testa e poi le domande.

CALENDA: 

“Non ho problemi a candidarmi alla guida del Paese, ma Draghi è più bravo. Non è una competizione, dobbiamo cercare di tenercelo”. Così il leader di Azione Carlo Calenda. Far tornare Draghi “può succedere se prendiamo molti voti – ha concluso – se fossi in lui starei già su una navetta per Marte. Ma che sia lui o meno non si può perdere il modo in cui si è lavorato”.   

CONTE: 

“Dobbiamo semplificare, l’abolizione dell’Irap deve essere a favore di tutti. E investire sul taglio del cuneo fiscale non solo per i lavoratori ma anche per le imprese”. Così il leader del M5s Giuseppe Conte. “Non sono affatto sereno sui numeri dei livelli occupazionali – ha aggiunto – abbiamo 3 milioni e 160mila contratti a termine, il 9% di un solo giorno e la maggior parte non supera i trenta giorni”. Come M5s “siamo per lo statuto degli imprenditori che dia certezza di tempi e giustizia a chi investe”.

LETTA:

“Dobbiamo evitare la recessione a tutti i costi – ha detto il segretario del Pd Enrico Letta- attraverso il tema energetico, le tasse sul lavoro e il Pnrr”. “Confermiamo qui le nostre alleanze nazionali – ha aggiunto – siamo quelli per l’Europa, non dobbiamo discutere con l’Europa perché noi siamo l’Europa”. “Siamo lineari e affidabili – ha aggiunto – sempre per il progresso del nostro Paese”.    

MELONI:

“Non può essere un’eresia dire che il Pnrr non può essere perfezionato: è previsto nella norma”: Giorgia Meloni, presidente di Fdi, lo ha sottolineato nel suo discorso al Forum Ambrosetti dove ha parlato in modo particolare di politica internazionale e di economia. Sull’energia lo scorporo fra gas ed energie da fonti rinnovabili “si può fare a livello nazionale” ha aggiunto calcolando che dovrebbe avere un costo di 3 o 4 miliardi. “Io non sarei per lo scostamento di bilancio – ha aggiunto – penso abbiamo altre risorse”.

SALVINI:

Il leader della Lega, Matteo Salvini, propone di spostare a Milano il ministero dell’Innovazione. “Propongo che il ministero per l’intelligenza artificiale, dell’innovazione e della digitalizzazione sia a Milano, dove ci sono i brevetti”, ha detto al Forum Ambrosetti di Cernobbio. “Il bello dell’autonomia – ha aggiunto – è valorizzare i territori”.

TAJANI:

“Basta con la dipendenza energetica solo da uno. Dobbiamo puntare sull’energia nucleare di ultima generazione”. Così il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, nel corso del Forum Ambrosetti a Cernobbio. “Basta con il partito del No – ha aggiunto – che blocca sempre tutto. Pensiamo ad esempio alla Gronda di Genova, bloccata dal partito del No. E forse anche il Ponte Morandi non sarebbe crollato se non ci fossero stati quei No. E quindi dobbiamo raddoppiare l’estrazione di gas del nostro Paese”.

   

IL FORUM AMBROSETTI

Il tradizionale workshop, che riunisce il gotha della finanza e della politica, in passato è servito ai governi come termometro del consenso del mondo economico-imprenditoriale su riforme e indirizzi strategici. Oggi è un inedito esame pre-elettorale per chi si candida a guidare l’Italia dopo il 25 settembre.

Dieci anni fa in questi giorni al Forum si celebrava Mario Draghi per il ‘bazooka’ anti-spread della Bce, in passato questa platea non ha risparmiato critiche e reazioni fredde ai leader, e in genere ha sempre mostrato di temere l’instabilità politica.

L’appuntamento sul Lago di Como è stato spesso un severo esame per misure e riforme, come i condoni o l’Articolo 18, ma anche per temi attuali da decenni, come pensioni e Alitalia, sul tavolo anche in questa campagna elettorale. Nel 2013 un sondaggio fra i partecipanti bocciò la decisione del governo Letta di rimuovere l’Imu, tre anni più tardi fu calorosa l’accoglienza per l’allora premier Matteo Renzi, che fece anche il pieno di giudizi positivi sul referendum istituzionale, poi però bocciato alle urne. Il 2017 al Forum Ambrosetti sfilavano (senza mai farsi fotografare assieme) da aspiranti premier Salvini e Luigi Di Maio, che si sarebbero trovati mesi dopo assieme al governo, da vice di Conte.

Lo scorso anno il leader leghista era invece fianco a fianco con Meloni, “promessi sposi” che non esitavano a parlare di “prove tecniche di governo”, allontanando le voci di tensioni. Ora, sondaggi alla mano, potrebbero parlare di prove generali, ma nella partita interna al centrodestra per Palazzo Chigi qualche nervosismo ancora resiste.   

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