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Gorizia, sfida a sette per la città senza frontiere

Sono sei gli aspiranti candidati sindaco a Gorizia pronti a sfidare l’uscente Rodolfo Ziberna, che tenterà il bis sostenuto dal centrodestra unito in ognuna delle sue componenti, anche la più piccola e marginale. Contro di lui si schierano Laura Fasiolo (Noi mi noaltris Go!, Slovenska Skupnost, Laura Fasiolo per Gorizia, Gorizia è tua, Pd), Franco Zotti (Zotti contro tutti), Pierpaolo Martina (Martina sindaco), Serenella Ferrari (La gente per Gorizia), Antonio Devetag (Devetag sindaco, Azione), Mario De Marco (De Marco per Gorizia). Per capire l’importanza della sfida, nel capoluogo isontino sono già transitati il segretario Pd, Enrico Letta, e il leader della Lega, Matteo Salvini, mentre Giorgia Meloni e Antonio Tajani chiuderanno la campagna elettorale nella giornata di venerdì. Dopo il testa a testa, per certi versi sorprendente, con cui Russo, lo scorso autunno, ha quasi avuto la meglio su Dipiazza a Trieste, il centrosinistra sta facendo più di un pensiero sulla conquista della città senza più frontiere. E Letta ha ricordato, come buon auspicio, che quando vennero eliminate, nel 2004, al potere c’era proprio il centrosinistra, unica parentesi nella storia recente di una città che ha sempre avuto una guida orientata a destra. In ogni caso, quello di Gorizia – più che della vicina Monfalcone, che ha sempre avuto una storia a sé – è considerato un test elettorale probante in vista delle Regionali 2023, a cui ha già annunciato la propria presenza il governatore in carica, Fedriga, smentendo presunte velleità di salire ai vertici del Carroccio nazionale. Lo stesso Letta ha sottolineato l’importanza di una coalizione allargata, che potrebbe garantire il risultato pieno, dopo anni in cui il centrosinistra – e il M5S – si sono presentati divisi, collezionando praticamente ovunque sonore sconfitte, come quella nel feudo dei Ciriani, a Pordenone. Entrambi gli schieramenti fanno inoltre un punto di orgoglio il poter governare nel 2025, quando Gorizia e Nova Gorica saranno Capitale europea della Cultura, con una visibilità mondiale e investimenti straordinari sia dai due governi interessati sia dall’Unione europea. Tra tanti candidati civici o di schieramenti locali che si daranno battaglia domenica, spicca anche Mario De Marco, per il quale si è scomodato in prima persona il leader di Italexit, Gianluigi Paragone. La grande frammentazione delle liste potrebbe favorire un epilogo al ballottaggio.
   

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