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Governo, Berlusconi: 'Da Meloni sì a Casellati alla giustizia'

“La Meloni ha detto di sì alla Casellati come ministro della Giustizia”. Lo ha detto Silvio Berlusconi lasciando la Camera dopo aver incontrato i deputati di Forza Italia.

Berlusconi elenca la squadra di governo di Forza Italia. “Ci saranno Tajani ministro degli Esteri e vicepremier: Bernini alla P.a.; Saccani all’Università; Pichetto all’Ambiente e alla Transizione ecologica e Casellati alla Giustizia”. Silvio Berlusconi ritorna alla grande sulla scena politica con due interventi pesanti ai gruppi di Fi al Senato e alla Camera. A Montecitorio, raccontano i presenti, il Cav ha rilanciato la candidatura di Elisabetta Casellati alla Giustizia (candidatura sulla quale – ha poi detto – c’è anche l’accordo con Meloni) e ricordato i suoi rapporti con Putin ammettendo di aver avuto in regalo dal presidente russo diverse bottiglie di vodka per il suo compleanno. Frasi che hanno fatto pensare al fatto che il leader di Fi potesse aver riallacciato i rapporti con il leader di Mosca. Ricostruzione smentita nettamente dal suo entourage. Gli stretti collaboratori di Berlusconi negano recisamente l’interpretazione che accredita la “presunta ripresa” dei rapporti con Vladimir Putin spiegando che l’ex premier ha raccontato ai parlamentari una vecchia storia relativa ad un episodio risalente a molti anni fa. Al 2008, specifica Antonio Tajani. Nel suo intervento al gruppo, Berlusconi avrebbe fatto anche alcune considerazioni sull’ipotesi dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato: una ipotesi che se si concretizzasse potrebbe significare “guerra mondiale”, avrebbe detto.

 “Se Berlusconi vuole incontrarmi sarà un grande piacere e un onore. Non ho visto Meloni, ero qui per delle pratiche burocratiche”. Lo ha detto l’ex magistrato Carlo Nordio lasciando il gruppo di Fdi alla Camera.”Ci sono sei libri sulla giustizia che ho scritto, e lì si può vedere come la penso sulle intercettazioni telefoniche, sulla legge Severino e sul resto. Ma faccio presente che questi libri sono stati scritti prima che io mi candidassi, quindi le mie idee sono note ed erano note a tutti”. Così il neodeputato di Fratelli d’Italia, Carlo Nordio interpellato dai cronisti sulle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, convinto che Elisabetta Casellati sia la scelta giusta per il ministero della Giustizia, al posto dell’ex pm. Alla domanda se i libri citati da Nordio fossero una sorta di piattaforma per la sua candidatura per FdI, Nordio ha annuito e aggiunto: “Non credo che mi avrebbero candidato…poi le posizioni non sempre omogenee e concordante e le regole della politica esigono compromessi e composizioni. Ma tutto questo, sono certo, che avverrà nella piena armonia della coalizione”. “Gloria Saccani Jotti sarà ministro dell’Università”. Lo ha detto Silvio Berlusconi lasciando la Camera.

“A un ottimo punto”. Così Giorgia Meloni risponde a chi le chiede, al suo arrivo alla Camera, a che punto sia il suo lavoro nella formazione della squadra di governo.

“Sono molto contento di questa ritrovata armonia ma non tanto e non solo per il centrodestra” ma “perché l’Italia ha bisogno che parta un governo in cui maggioranza e opposizione possano confrontarsi sui temi che sono urgenti e necessari”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa intercettato dai cronisti a Montecitorio dove, ha spiegato è passato a “salutare il presidente della Camera Lorenzo Fontana e la presidente Meloni”. “Sono felice che il clima si svelenisca e – ha aggiunto – spero che avvenga lo stesso anche dall’altra metà del cielo in modo che possiamo iniziare a occuparci dei problemi che affliggono famiglie e imprese”.

“Tutto procede per il meglio, andiamo avanti, vediamo di governare bene adesso che quella è la cosa più importante”. Lo ha detto AntonioTajani arrivando alla Camera e replicando a chi gli chiedeva del voto di oggi sui capigruppo.

“L’unico modo di mettere in crisi la maggioranza è che le opposizioni siano unite. Ma se la maggioranza ha pronti gli ascari a sostituirsi, tutto è vano. Serve un’intesa la più ampia possibile per mettere in difficoltà la maggioranza, soprattutto al Senato. Noi abbiamo ridotto al minimo i toni aggressivi nei confronti delle opposizioni. Dobbiamo rivendicare questo atteggiamento, ma dobbiamo anche obbligare loro a stare sui temi. Le scelte dei presidenti delle Camere spinge verso una maggiore coesione e capacità di incisione da parte nostra”. Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta durante la riunione dei senatori dem.

BERLUSCONI, MELONI VUOLE NORDIO MA SU GIUSTIZIA C’È CASELLATI 
Berlusconi, Meloni vuole Nordio ma su Giustizia c’è Casellati “Il ministro della Giustizia sarà Nordio? No, lo incontro oggi ma c’è la ex presidente del Senato Elisabetta Casellati, su questo c’è accordo, assolutamente. Meloni ha suggerito, c’è Nordio che è bravissimo, magari ti convinci che è la scelta giusta, ma io sono già convinto che la scelta giusta è Casellati perché conosco le cose che ci sono da fare per la riforma della giustizia”. Così il leader di FI, Silvio Berlusconi, lasciando il Senato. 

 “In Forza Italia c’è profonda amarezza perchè a parità di elettori con la Lega, il modo in cui sono stati distribuiti i collegi uninominali ci ha portato 20 deputati in meno e 10 senatori in meno. Per questo non io ma i miei senatori hanno voluto dare un segnale su questo tema chiedendo pari dignità con la Lega”. Lo ha detto il leader di Fi, Silvio Berlusconi, arrivando al Senato. Il mancato voto su La Russa, ha spiegato, era per chiedere “pari dignità con la Lega, come la chiediamo sulle altre cariche, sulla base che abbiamo gli stessi numero di elettori”. I senatori di Fi, ha aggiunto ancora Berlusconi, “erano convinti di votare per La Russa al secondo turno, quindi non c’era né scostamento di programmi ne’ sulle persone né sul centrodestra. Io sono il fondatore del centrodestra, sono colui che deve tenerci di più all’unità del centrodestra”. 

“Per Ronzulli ci sono stati applausi”, la sua nomina a capogruppo di FI al Senato “è stata approvata all’unanimità con i ringraziamenti alla capogruppo uscente”, Anna Maria Bernini, “che andrà a fare il ministro”. Così il leader di FI, Silvio Berlusconi, lasciando il Senato

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