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Governo: dal mondo dell'associazionismo ai rettori, scongiurare la crisi. Meloni: 'Arriverà il giorno del giudizio'

Saranno “comunicazioni fiduciarie” quindi con intervento del Primo ministro, discussione e voto nominale su risoluzioni di fiducia, quelle che terrà Draghi alla Camera e al Senato mercoledì. Lo ha chiarito il presidente della Camera Roberto Fico alla conferenza dei capigruppo. La riunione è stata aggiornata a domani alle 16.30 dopo quella del Senato, per decidere gli orari. I presidenti dovranno decidere in quale delle due Camere si svolgerà prima il voto di fiducia.
Ad una domanda sul tipo di comunicazioni da parte del Presidente del Consiglio, Fico ha chiarito che a fronte di un rinvio alle Camere da parte del Presidente della Repubblica, sono previste “comunicazioni fiduciarie”. Quindi dopo l’intervento di Draghi vi sarà la discussione generale, la presentazione di risoluzioni e il voto con chiama uninominale. Per quanto riguarda il fatto se debba votare prima il Senato o la Camera, il meccanismo cosiddetto della “culla” imporrebbe che sia prima l’Assemblea di palazzo Madama a esprimersi. Tuttavia il centrosinistra ha fatto presente che è stato a Montecitorio, con il non voto di M5s sul voto finale al decreto Aiuti, che si è aperta politicamente la crisi, ed ha chiesto quindi che sia Montecitorio ad esprimersi per prima. Questione che verrà risolta dai Presidenti Fico e Casellati.

“Appelli, ripensamenti, suppliche e giravolte: per paura di esser sconfitta, la sinistra è disposta a tutto pur di scongiurare il ritorno al voto. Possono fuggire quanto vogliono, arriverà presto il giorno in cui dovranno fare i conti col giudizio degli italiani”. Così su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Letta: ‘L’Italia vuole che il Governo Draghi continui’

Il mondo dell’associazionismo lancia un “appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi e alle forze politiche che l’hanno sostenuto affinché venga scongiurata una crisi di Governo“. Esprimendo “profonda e sincera preoccupazione”, sottolineano che “la drammaticità del momento e le tante domande di dignità della società non abbiano bisogno di una crisi perché ne uscirebbero ancora più compromesse”. Il documento è firmato da Acli, Arci, Azione Cattolica, Confcooperative, Cnca, Fuci, Gruppo Abele, Legambiente, Legacoop Sociali, Libera, Meic, Movimento Politico per l’Unità, ed è aperto ad altre sottoscrizioni.

E dopo gli appelli di sindaci e imprenditori, arriva anche quello dei rettori affinché il presidente del Consiglio Mario Draghi resti alla guida del governo. ‘Caro presidente Draghi, l’università ha bisogno di lei. Per questo vogliamo farle avere un rinnovato messaggio di stima’, scrive in una lettera al Corriere della Sera il presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane Ferruccio Resta. ‘I giovani studenti del nostro Paese hanno bisogno di esempi da seguire e di riferimenti da ricordare – prosegue Resta – Gli studenti vivono questa ennesima vicenda con rassegnazione. Non scenderanno in piazza non perché non abbiano un’opinione a riguardo, ma perché ipotizzo non abbiano né la voglia né l’interesse ad assecondare i giochi della politica”, aggiunge. La lettera è incentrata sui giovani. ‘Con la pandemia hanno vissuto momenti di grande incertezza. A loro dobbiamo restituire la fiducia nel futuro’. Questo, prosegue il rettore del Politecnico di Milano, ‘è il momento della responsabilità’. ‘Grazie ai fondi del Next Generation EU, è un momento positivo, di grande slancio. Non permettiamo ai venti della politica di cambiarne la rotta. Una barca senza timone va alla deriva’, conclude Resta.

Riprenderà alle 14 la riunione congiunta dei gruppi di Camera e Senato del M5s. È quanto si apprende da fonti parlamentari. L’incontro, che si tiene via zoom, si era chiuso ieri con una sospensione e un rinvio a oggi.

“Basta con l’indegno teatrino di 5Stelle e PD che, come spiegato giovedì dal Presidente Mario Draghi, ha fatto venir meno ‘il patto di fiducia’ su cui era nato questo governo. Il Parlamento è ormai completamente delegittimato: basarsi su transfughi e maggioranze ballerine non garantisce stabilità ed è in contrasto con quanto desiderato esplicitamente dal premier che non vuole cambiare in corsa le forze che lo sostengono. A questo punto, diamo agli italiani la possibilità di scegliere un nuovo Parlamento che finalmente, e per cinque anni, si occupi di lavoro, sicurezza e salute degli Italiani, altro che droga libera, Ius Soli o Ddl Zan”. Così il vicesegretario della Lega, Lorenzo Fontana.

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