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Governo: le dimissioni di Draghi fanno il giro dei siti mondiali

Ha fatto subito il giro dei principali siti internazionali, in posizioni di particolare evidenza, la notizia delle dimissioni del presidente del Consiglio Mario Draghi.
    “Il premier italiano Draghi si dimette dopo una settimana di turbolenze”, titola la Bbc, ricordando che la decisione è giunta “un anno e mezzo dopo essere stato nominato capo non eletto di un governo di unità nazionale”.
    “Il primo ministro italiano Mario Draghi si dimette per il crollo della coalizione”, è invece il titolo della Cnn, che aggiunge nel testo “facendo precipitare la terza economia più grande dell’Unione europea in nuove turbolenze politiche”.
    “Il premier italiano Mario Draghi si dimette dopo il fallimento del tentativo di salvare la coalizione”, riporta il Guardian, pubblicando la notizia di spalla. “È probabile che la sua uscita porti a elezioni anticipate che potrebbero aver luogo già alla fine di settembre”, aggiunge.

“Sostenuto da un’ondata di sostegno pubblico, l’ex capo della Banca centrale europea aveva tentato di continuare la sua amministrazione a condizione che la sua alleanza ricostruisse ‘un patto di fiducia’ che le avrebbe consentito di lavorare insieme per superare enormi sfide nei prossimi mesi”, tentativo inficiato però – scrive il giornale britannico – dal populista Movimento Cinque Stelle (M5S), la Lega di estrema destra di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi”, che “non hanno partecipato al voto di fiducia al Senato che essenzialmente chiedeva ai partiti di approvare uno spirito di cooperazione”.
    Le Monde mette l’accento sul fatto che, sebbene dimissionario, Draghi “continuerà a gestire l’attività quotidiana”, ribadendo che “l’ex presidente della Banca centrale europea ha visto la sua coalizione di governo disgregarsi dopo una settimana di turbolenze”.

    “Dopo il crollo del suo governo di unità nazionale, il presidente del Consiglio Mario Draghi si è rivolto al presidente per dimettersi nuovamente, aggravando la crisi politica del Paese”, si legge sul sito del New York Times. La decisione, aggiunge la testata statunitense, “il giorno dopo che un ultimo disperato tentativo di persuadere i litigiosi partiti del Paese a restare uniti a beneficio della nazione è fallito in modo spettacolare, con le forze nazionaliste e populiste che si sono riunite per silurare fatalmente il governo di unità nazionale”.

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