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Governo, Lega: 'Nessun veto, disponibili a responsabilità'. Meloni e La Russa lasciano Villa Grande

Dal consiglio federale della Lega nessun veto, preclusione o impuntatura. C’è massima disponibilità a confrontarsi e ad assumersi tutte le responsabilità richieste da un momento così difficile per il Paese”. Lo sottolineano fonti della Lega dopo la riunione convocata alla Camera in vista dell’avvio della legislatura.  Si è concluso, dopo un’ora, il consiglio federale della Lega convocato alla Camera. “Il partito di Matteo Salvini – come filtra dal partito – non vede l’ora di cominciare a occuparsi dei dossier di governo. Il segretario ha spiegato che se verrà chiesto alla Lega di occuparsi di temi fondamentali come economia, sicurezza, opere pubbliche e autonomia “sappiamo come farlo e con chi farlo”. Per Salvini “sarà un onore”.

C’è una trattativa in corso, a breve vedremo i risultati“. Così il leghista Claudio Durigon rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se è vero che la Lega intenda rilanciare l’opzione di Roberto Calderoli alla presidenza del Senato, oltre alla ‘richiesta’ del Viminale. Durigon l’ha detto uscendo dalla riunione del Consiglio federale del suo partito. Sull’ipotesi di Giancarlo Giorgetti ministro dell’Economia, si è limitato a rispondere: “E’ il nostro vicesegretario e il nostro ministro uscente”, negando che Salvini non sia d’accordo (“Questo non è assolutamente vero”) e tanto meno che verrebbe considerato ‘non in quota Lega’.”. Così il leghista Claudio Durigon rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se è vero che la Lega intenda rilanciare l’opzione di Roberto Calderoli alla presidenza del Senato, oltre alla richiesta del Viminale. Durigon l’ha detto uscendo dalla riunione del Consiglio federale del suo partito. Sull’ipotesi di Giancarlo Giorgetti ministro dell’Economia, si è limitato a rispondere: “E’ il nostro vicesegretario e il nostro ministro uscente”, negando che Salvini non sia d’accordo (“Questo non è assolutamente vero”) e tanto meno che verrebbe considerato ‘non in quota Lega’.

“Come presidente del Senato il nome di Roberto Calderoli mi sembra autorevole. Per Matteo Salvini ministro degli Interni parlano chiaro i numeri, una persona che ha ridotto del 90% gli sbarchi. Piantedosi? Matteo Salvini è il punto di partenza, poi vedremo come vanno le trattative. È lui il ministro migliore che la Lega può esprimere”. Lo ha dichiarato il deputato della Lega Andrea Crippa al termine del consiglio federale.

Intanto la leader di FdI Giorgia Meloni e Ignazio La Russa hanno lasciato Villa Grande. La riunione con Silvio Berlusconi è durata circa un’ora e mezza.

Leader della maggioranza al lavoro per chiudere il primo degli step che dovrebbe portare alla formazione del governo a guida Giorgia Meloni. Domani con la convocazione delle aule di Camera e Senato partirà ufficialmente la XIX legislatura ed il primo appuntamento è proprio l’elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento.

A palazzo Madama in pole resta Ignazio La Russa che avrebbe la meglio su Roberto Caderoli. Con palazzo Madama a guida Fratelli d’Italia, alla Camera sullo scranno più alto siederà un esponente della Lega. Il nome su cui punta Matteo Salvini è quello di Riccardo Molinari, attuale capogruppo del partito, candidatura in ascesa rispetto all’ipotesi Giancarlo Giorgetti. L’accordo definitivo arriverà con ogni probabilità nella riunione tra Meloni, Salvini e Berlusconi attesa in giornata.

Il Pd voterà scheda bianca per le elezioni dei presidenti di Camera e Senato “come primo approccio”. Lo ha detto il segretario Enrico Letta nell’incontro con gli eletti, in corso alla Camera.

“Sulle presidenze di Camera e Senato non ci sono problemi, un accordo c’è”, aveva assicurato in mattinata il senatore di Fdi Giovanbattista Fazzolari arrivando negli uffici di Fdi alla Camera. Fazzolari è tranquillo anche sulla formazione della squadra di governo: “non ci sono criticità”, spiega. “Non ci sono mai state particolari criticità” con Lega e Forza Italia”, ha proseguito il senatore di Fdi a chi gli domandava se nella notte si fosse sbloccata la situazione con gli alleati sulla squadra dei ministri. Superato quindi anche lo scoglio Ronzulli? “Ripeto, veramente non ci sono mai state particolari criticità”, ha risposto Fazzolari.

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