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Richetti, donna lo accusa di molestie. Azione: lui parte lesa

Una donna accusa di molestie il presidente di Azione, Matteo Richetti,  ricandidato in Emilia Romagna alle elezioni del 25 settembre. Ma Azione fa quadrato: “Lui è parte lesa”. E lo stesso Richetti parla di falsità. 

 “Hanno costruito messaggi falsi e li hanno attribuiti a me. Hanno mandato un video anonimo che racconta cose mai accadute. Io ho denunciato, chi mi calunnia no. Sono mesi che accade questo è ora esce ogni tipo di falsità e io devo fare chiarezza? Più di così?”,  ha scritto in un thread su Twitter Richetti, rispondendo a chi gli chiedeva di fare chiarezza sulla sua situazione.

Elezioni:Azione, bassezze stampa su Richetti, lui parte lesa

Il caso nasce da un articolo pubblicato dal sito di Fanpage che, senza scrivere l’identità dell’interessato, parla di un “un senatore della Repubblica ai piani alti di un importante partito” che “è accusato da una donna di averla abusata nel suo ufficio istituzionale”.  “Dopo mesi di indagini, siamo entrati in possesso di documenti, tra cui chat, audio e mail che coinciderebbero con il suo racconto e per questo riteniamo opportuno raccontarlo”, si legge sul sito di fanpage. Nell’articolo si parla anche di una perquisizione domiciliare che la donna avrebbe subito dopo la denuncia del senatore.

Intervengono a difesa di Richetti sia Renzi che Calenda.  “Certe vicende a mio giudizio vanno trattate nelle sedi competenti che sono il tribunale. La denuncia sui giornali e non in tribunale mi sembra poco seria”, ha detto Renzi parlando con i giornalisti a margine di una un’iniziativa elettorale a Firenze.

 Affondo di Calenda che parla di un “vergognoso” attacco. “Io non so dove è mai accaduto nella storia di una democrazia occidentale che si intervisti una persona anonima su una denuncia mai fatta all’autorità giudiziaria relativamente ad accuse non verificate a una senatore della Repubblica in campagna elettorale”.

“Oggi – ha detto Calenda – abbiamo mandato l’atto di denuncia di 12 mesi fa con i messaggi che questa signora ha mandato a Richetti, da cui si capisce perfettamente che siamo di fronte a una persona che non sta bene e che tutto era tranne che molestata. Questa è una delle pagine più vergognose del giornalismo italiano degli ultimi anni, che pure di pagine vergognose ne ha molte, perché Fanpage era perfettamente avvertita della situazione, con tanto di riferimenti di chi si stava occupando delle indagini e ha deciso di ignorarlo perché l’unica cosa che interessava era fare un attacco politico durante le elezioni e talmente poco ha avuto coraggio che non ha avuto nemmeno il coraggio di mettere il nome di Richetti, ma solo una mezza foto da cui era riconoscibile. Queste cose nei Paesi normali non accadono. Io spero che Richetti quereli Fanpage”.

E si registra anche un botta e risposta tra Calenda e Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente del Pd. 

“Oggi Carlo Calenda si è svegliato e ha diffuso la querela che Richetti ha presentato alla donna che lo accusa di molestie definendola ‘una squilibrata’. Un atteggiamento riprovevole e patriarcale che punta a vittimizzare la donna e ad assolvere il presunto molestatore”, scrive su Twitter Picierno.

Ribatte Calenda: “No Pina, io ho difeso una persona perbene attaccata con un’intervista anonima. Una persona che da un anno è vittima di stalking che ha denunciato mentre non è stato denunciato. E tu stai semplicemente strumentalizzando tutto ciò non per difendere le donne, ma per prendere voti”.

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